L’Europa tra l’incudine Russa e il martello USA

L’Europa tra l’incudine Russa e il martello USA

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UNA BREVE PREMESSA È NECESSARIA PER COMPRENDERE COSTA STA ACCADENDO IN UCRAINA

Occorre cioè valutare la drammatica situazione economico-finanziaria nella quale si trovano gli USA che, a causa della massiccia emissione di dollari da parte della FED per fronteggiare la peggior crisi interna degli ultimi decenni, ha causato un’impennata dell’inflazione sul mercato interno al 7,5%, un tetto assolutamente insostenibile a lungo per chiunque, americani inclusi.
In tale contesto, ecco che diventa strategicamente utile, per gli USA, e solo per loro evidentemente, incrinare i buoni e longevi rapporti economici esistenti fra l’Europa e la Russia, il paese di gran lunga maggior esportatore di gas verso il vecchio continente, il quale dipende in larghissima misura proprio da queste forniture per far funzionare i propri impianti strategici, le fabbriche e i centri abitati.
Gli USA hanno così deciso di sostituirsi ai russi nelle forniture di gas (a prezzo maggiorato) verso l’Europa, la quale, da parte sua, si trova fin dal dopoguerra sotto la sfera d’influenza politico-militare degli statunitensi, che si sta rivelando rivelando però un giogo sempre più opprimente da portare, “obbligandola”, anche con l’adesione alla NATO – che, ricordiamo, era nata per contrastare la potenza militare delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, ma che col cadere del comunismo e del muro di Berlino non era stata a sua volta sciolta per cessata utilità, diventando altresì, nel tempo, la mano armata del potere politico statunitense in giro per tutto il mondo – a combattere delle vere e proprie “guerre per conto terzi” e spesso, persino contro i propri stessi interessi.
Teniamo presente, inoltre, che gli USA non hanno mai nella storia combattuto una guerra sul proprio territorio, ma sempre a migliaia di chilometri di distanza e che quindi dalle varie guerre combattute non ha mai subito alcun bombardamento, distruzione o miseria e la stessa cosa accadrebbe anche per una ipotetica (a questo punto non si sa più quanto) guerra combattuta tra Ucraina (e NATO) contro la Russia sul suolo dell’Europa.

IL BOOMERANG DELLE MINACCE STATUNITENSI

Tanto tuonò che piovve. La strategia di logoramento psicologico attuata dagli americani nei confronti dei russi, attuata come sempre con il massiccio sostegno (a senso unico) dei mass media totalmente sotto controllo che, invece di trovare un Putin sulla difensiva, ha destato una contromossa del presidente russo, così come accade in una partita a poker, quando un giocatore vuole dare una mazzata definitiva all’avversario ma non avendo le carte adeguate finisce per tentare un bluff. Questo è esattamente quello che è successo, Biden ha dichiarato che la Russia stava invadendo l’Ucraina (facendo anche una figura barbina, azzardando addirittura una data, che alla fine si è rivelata nulla più che una boutade), ed è così che l’altro giocatore, sempre in gergo “pokeristico” è andato a “vedere” le carte dell’avversario, proclamando l’indipendenza delle regioni separatiste del Donbass mettendole così sotto l’ala protettrice della Russia. A questo punto alla casa Bianca devono avere più che un diavolo per capello per cercare di rimediare al pasticcio tattico e alla conseguente patata bollente che adesso gli ritornata indietro come un boomerang.

L’EUROPA A RIMORCHIO E L’ITALIA FANALINO DI CODA

l’Europa, inizialmente, soprattutto da parte tedesca e francese, ha tentato la via diplomatica per non compromettere gli importanti scambi commerciali con la Russia, ma, sotto la pressione sempre più soffocante della Casa Bianca, ha dovuto soccombere e, nel caso tedesco arrivando persino a “Tagliarsi gli attributi per fare dispiacere alla moglie“, chiudendo cioè il nuovissimo e appena ultimato metanodotto NORTH STREAM 2, che avrebbe dovuto riversare miliardi di metri cubi di gas russo a prezzi calmierati direttamente in Germania attraverso il mar Baltico.
Se la Germania si è auto-evirata sull’altare degli interessi USA, chi se la passerà peggio, come sempre, è proprio l’Italia, l’unica nazione industrializzata al mondo a non avere centrali nucleari, pur possedendo le tecnologie all’avanguardia dell’ENI che le costruisce in tutto il mondo tranne che da noi, a causa delle sciagurate scelte politiche di governi imbelli che per sopravvivere lisciavano il pelo alle sinistre rosso-verdi e rosso-pacifinte (a tempi alterni). L’Italia sarà stritolata da una crisi energetica mai provata prima e da un’altrettanto spaventosa crisi economica auto-indotta a suon di chiusure e green pass che la sta strozzando, unica al mondo anche in questo caso, da oltre due anni. Il governo del banchiere sostenuto da una maggioranza di nani politici e ballerine saltafossi che non sta insieme neanche se si attacca con lo scotch, ma sopravvive a causa dall’amore smisurato per le poltrone e gli stipendi a nove zeri.
Sulle sanzioni già minacciate nei confronti della Russia leggi il nostro articolo qui
In tutto questo le conseguenze di una guerra le subiremo noi del popolo inerme, sbatacchiati di qua e di là ad ogni soffiar di vento straniero, di interessi sovranazionali e cambi di campo o di bandiera, ma sempre straniera. Lo vuole l’Europa. Anzi, lo vogliono gli americani.

by fRIEz per HACK THE MONEY

fRIEz

fRIEz è un Blogger e un informatico di lunga data in ambito sistemistico, server, reti, internet. È esperto di Bitcoin, criptovalute, mining, tecnologia blockchain e masternode. È sostenitore dell'hacking etico, ha sviluppato competenze professionali nell'attacco e difesa di sistemi informatici. --- --- --- “Il Ribelle deve possedere due qualità. Non si lascia imporre la legge da nessuna forma di potere superiore né con i mezzi della propaganda né con la forza. Il Ribelle inoltre è molto determinato a difendersi non soltanto usando tecniche e idee del suo tempo, ma anche mantenendo vivo il contatto con quei poteri che, superiori alle forze temporali, non si esauriscono mai in puro movimento.” ERNST JÙNGER

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